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Digital Services Act – L’industria culturale e creativa italiana chiede al Parlamento europeo di non perdere l’opportunità di creare un ambiente online equo e sicuro PDF  | Stampa |

 

Cipolletta: “Con la votazione di domani in plenaria, il Parlamento europeo può ancora trasformare la legge sui servizi digitali in un’opportunità per l’Europa dando l’esempio al mondo"

 

Roma, 19 gennaio 2022 - In vista della votazione plenaria di domani al Parlamento europeo sulla legge sui servizi digitali, l’industria culturale e creativa italiana chiede al Parlamento europeo di non perdere l’opportunità di creare un ambiente online equo e sicuro.

“Il Digital Services Act – sottolinea il Presidente di Confindustria Cultura Italia, Innocenzo Cipolletta - rappresenta un’opportunità unica per aggiornare le regole applicabili ai servizi online e garantire un ambiente online equo e sicuro per i consumatori. Il comparto dell’industria culturale ha bisogno di regole efficaci per garantire la protezione dei nostri contenuti, nonché di obblighi chiari e forti affinché le piattaforme digitali, i fornitori di hosting e altri intermediari non distribuiscano o facilitino la distribuzione di contenuti illegali e dannosi. In quest’ottica l'Europa ha l’opportunità di dare l’esempio al mondo, come ha già fatto in passato in altre politiche digitali”.

“Purtroppo – prosegue Cipolletta - il risultato raggiunto dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) rischia di indebolire alcuni obblighi già esistenti, invece di rafforzarli. Molti dei progressi compiuti a livello europeo nell’ultimo decennio, che erano già insufficienti per proteggere adeguatamente le imprese e i cittadini europei, sarebbero vanificati e l’attuale legislazione sarebbe obsoleta al momento dell’approvazione”.

“Il Digital Services Act – conclude Cipolletta - è un provvedimento di grande impatto per tutta l’industria culturale se mantiene saldi gli obbiettivi prefissati dal legislatore. Si tratta di un’occasione per migliorare e modernizzare l’attuale quadro giuridico sui servizi digitali e l’auspicio è che non venga sprecata questa opportunità. Con il voto di domani c’è la possibilità di migliorare il testo e assumere così un ruolo guida nel rendere le piattaforme online più responsabili e Internet più sicuro per i cittadini europei”.