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DIRETTIVA COPYRIGHT – Polillo (Confindustria Cultura Italia): “Una gran brutta giornata per la cultura europea. Quattro anni di lavoro persi e un mercato unico digitale sempre più lontano”. PDF  | Stampa |

 

“Un voto molto eloquente quello di oggi sulla direttiva Copyright che rappresenta un colpo durissimo da parte del Parlamento UE al mondo della creatività italiana e continentale e dimostra la capacità di pressione degli Over the Top nei confronti delle Istituzioni democratiche: davvero una brutta giornata per la cultura europea”. E’ questo il commento del presidente di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo in merito all’esito della votazione dell’assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del copyright.

“Con la votazione di oggi – prosegue Polillo - non si è fatto altro che frenare lo sviluppo e la modernizzazione, il pluralismo culturale e il lavoro degli artisti a vantaggio delle multinazionali del web che non vogliono assumere alcun tipo di responsabilità in difesa della libertà di espressione e dei diritti degli autori europei”.

“Cosa ancor peggiore – sottolinea Polillo - è che quella di oggi rappresenta una sconfitta sociale e culturale in quanto è il risultato di un’intensa attività di lobby svolta dai giganti della rete attraverso manifesti e argomentazioni false e non in linea con il testo della direttiva. Il testo proposto non prevedeva alcun bavaglio o limitazione della libertà di espressione sul web altrimenti non lo avremmo mai sostenuto. Ciò che l’industria culturale ha chiesto è che venga riconosciuto a chi produce cultura il giusto compenso per le loro opere veicolate in rete. E invece ciò che abbiamo visto è la difesa di un modello di rete composto da poche imprese dominanti sul mercato che sfruttano opere a danno di chi le crea”.

“E’ anche assai preoccupante – conclude Polillo – vedere che chi oggi dovrebbe rappresentare il cambiamento nel nostro Paese è rimasto vittima della propaganda di Google and friends. Un plauso sincero invece ai 278 Parlamentari che hanno votato a favore della direttiva senza lasciarsi intimidire dalle pressioni violente ricevute in questi giorni”.